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Salina a tavola

Una terra cosi ricca di odori,di profumi ,di colori,di contrasti non poteva non avere una cucina forte.

La grande e costante presenza del cappero ,conferisce ad ogni piatto la sensualità stessa della pianta,la carnosità lieve del fiore ,l'acclarata potenzialità del frutto.

Pietanze ricche di colore e di calore, che si mangiano già con gli occhi prima di assaggiarle. I colori sono parte integrante ed insostituibile dei piatti , le sfumature di verde scuro,tipiche del cappero,si smorzano spesso con il tenue rosso dei pomodori,con l'intenso verde del basilico e della menta .Ogni piatto è un invito al godimento dei sensi .E per godere appieno di queste sensazioni occorre andare a Salina in primavera.

La cucina Eoliana risente dei forti influssi di quella siciliana,ma se ne distacca per alcune tendenze che la rendono unica e subito distinguibile.La semplicità è uno dei tratti tipici ,che rimanda ad antichi sapori e alla maestrià di un mondo di contadini e di pescatori che ancora in parte sopravvive nei sapori genuini di un tempo.Ma è soprattutto l'aggiunta del cappero ,della Malvasia della mentuccia a rivelarne le origini Eoliane .I capperi crescono spontaneamente sui muri a secco e sulle pietre,considerati ad alto potere afrodisiaco ,i capperi condiscono numerosi piatti : dall'insalata alla pasta ,dagli antipasti ai condimenti per i secondi.

Da Maggio ad agosto a Salina si può assistere alla raccolta dei capperi .La cucina Eoliana è soprattutto una cucina a base di pesce,la pesca da sempre abbondante,alimentava in passato anche una limitata industria di conserve, a Salina negli anni 50 esisteva un industria di conservazione dei cicerelli sott'olio.L'abbondanza del pesce non ha però cancellato carne e verdure che hanno avuto un peso nella dieta Eoliana.Tra i dolci,le Eolie esibiscono una varietà di specialità delle feste.

Spicchiteddi e cassatieddi a Natale,sfinci d'ovo per la Tavuliata di San Giuseppe e gigi per Carnevale, tutti dolci che possono essere accompagnati con un liquore al mandarino ,un rosolio,o un buon bicchiere di Malvasia.Il "Vino dei vulcani",come lo chiamò Guy de Maupassant ,di cui Salina ed in particolare Malfa è il centro più importante di tale produzione vinicola.

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